Un po' di storia
Il fatto che sta all'origine della fondazione del Santuario mariano di Calvigi accadde in un giorno non meglio precisato tra il 1521 e il 1550, quando il parroco della chiesa di San Nicolò di Granaglione, don Simone Vivarelli, trovandosi lungo la strada che congiunge Granaglione a Boschi, venne colto dalla pioggia e trovò riparo sotto un masso che sporgeva dalla montagna. Cessata la pioggia, il sacerdote riprese il cammino e subito il masso che gli aveva fornito riparo si staccò. Grato alla Madonna per il pericolo scampato, e in virtù di quella grazia che aveva ricevuto, don Simone fece dipingere sul masso, intonacato, un'immagine della Vergine con il Bambino in braccio.
La devozione a quell'immagine crebbe giorno dopo giorno, tanto che gli abitanti di Granaglione, nel 1630, colpiti dalla peste, si recarono scalzi e penitenti in pellegrinaggio alla "Madonna di don Simone" per chiedere la grazia di essere liberati dal morbo che aveva mietuto numerose vittime.
Lo stesso anno costruirono un piccolo oratorio, dedicato alla Madonna della neve, in cui il masso fungeva da parete di fondo dell'edificio e l'immagine risultava così la pala dell'altare. Si narra che proprio in omaggio alla Madonna della Neve gli abitanti di Lustrola, miracolosamente non toccati dalla peste, effettuassero ogni anno, il 5 agosto, una processione a Calvigi. Nel 1633 fu costituita la Compagnia della Madonna della cintura. Nel 1634 si diffuse sempre più la notizia che a Calvigi avvenivano guarigioni miracolose e il luogo iniziò a richiamare pellegrini dai paesi e dalle montagne circostanti. La Curia Arcivescovile di Bologna ordinò la temporanea chiusura dell'oratorio, in attesa di verificare i fatti riguardanti le grazie ricevute dalla Madonna di Calvigi, processo necessario secondo i dettami del Concilio di Trento. Ventidue testimoni furono ascoltati e la Curia diede infine l'autorizzazione per riaprire il santuario. Nel 1635 il vecchio edificio venne demolito e ne venne costruito uno nuovo, più capiente, le cui dimensioni ricalcano l'attuale navata centrale della chiesa. Nel 1781 furono eseguiti nuovi lavori di ampliamento: nel soffitto si tolsero le capriate in legno, fu modificato a volta e innalzato di quattro metri. L'interno risultò così a una navata di ordine corinzio con volta a botte e cupola cieca nel transetto. La chiesa aveva poi tre altari e il maggiore era sovrastato da una pala raffigurante l'Incoronazione della Madonna con i Santi Nicola da Tolentino e Agostino. Al centro del dipinto vi era un'apertura che consentiva di vedere la pittura della Vergine con il Bambino posta sul masso. Nel 1825 venne edificato il campanile, arricchito nel 1833 da un terzo di campane fuse da Serafino Golfieri. Nel 1900 il santuario subì l'ultima ristrutturazione di una certa importanza: venne costruita l'abside affinché l'immagine della Madonna potesse essere custodita come nel Santuario di San Luca. Venne così sfondata la roccia per un'altezza di 20 metri, e tutti lavorarono gratuitamente, dal progettista al capomastro agli abitanti di Granaglione, che trasportarono acqua e materiale per la costruzione della nuova chiesa, inaugurata il 15 luglio 1903.

L'immagine della Madonna di Calvigi
Il dipinto originario, per lungo tempo esposto alle intemperie, fu più volte ritoccato finché nel 1862 si ottenne il permesso dalla curia di staccarlo dal masso per conservarlo meglio. Nel 1920 fu presa la decisione di trasportare l'antica immagine in affresco su tela, lavoro che venne eseguito dal pittore Agostino Mazzanti con la supervisione delle Belle Arti. Nell'agosto del 1936 il cardinale Nasalli Rocca procedette all'incoronazione della nuova immagine. Dal 1954 invece l'immagine su tela venne sostituita da una ceramica di Faenza. L'immagine del primitivo affresco rimane, anche se oramai è di difficile lettura.

La chiesa
L'edificio visibile, nella sua struttura sostanziale, è frutto degli ultimi lavori di ampliamento realizzati nel 1900 e delle migliorie poi apportate fino ad oggi. L'interno è composto da una sola navata, con due altari laterali, e da un abside quadrata che conserva l'immagine attuale della Madonna di Calvigi, alla quale è possibile accedere attraverso due scale simmetriche, che nella struttura ricordano il santuario bolognese dedicato alla Madonna di san Luca.
L'aspetto generale della navata risulta arioso ed elaborato, con elementi di gusto baroccheggiante. Nell'altare di sinistra un tempo era conservata una pala del XVII secolo raffigurante "S. Antonio da Padova fra i Santi Giovanni Battista e Stefano", oggi sostituito da una tela raffigurante un "Ecce Homo". L'altare di destra conserva invece una pala raffigurante il "Transito di San Giuseppe". In fondo alla navata è collocato l'altare maggiore, in un grande vano in pianta quadrata, appoggiato direttamente alla parete rocciosa su cui era dipinta la primitiva immagine di don Simone Vivarelli. All'interno del santuario sono conservate due lapidi: una ricorda i lavori di ampliamento realizzati all'inizio del XX secolo, l'altra l'incoronazione dell'immagine ad opera del Card. Nasalli Rocca nel 1936, in occasione dei trecento anni dalla fondazione del santuario.

Il romitorio
Verso la fine del XVII secolo venne costruito accanto alla chiesa un romitorio. Qui risiedeva un custode, un laico autorizzato dall'autorità ecclesiastica a vestire l'abito eremitale, a risiedere in solitudine, a custodire il santuario e a compiere nei dintorni questue annuali. Questo edificio, servito per il soggiorno del "romito" fino alla metà del XX secolo, è stato restaurato negli anni '70 ad opera della parrocchia di San Giuseppe Lavoratore di Bologna, che lo ha ampliato mantenendo intatta la facciata e il portico a tre arcate. Oggi il romitorio è utilizzato dalla parrocchia di Granaglione per fini pastorali, quali l'ospitalità di gruppi per ritiri, campi estivi e invernali.

La confraternita
Origini antiche ha la Confraternita"Madonna di Calvigi", che fa capo all' omonimo Santuario, nella parrocchia di Granaglione. "La presenza della Confraternita è già testimoniata nel 1633 - spiega infatti Enrico Pagani, il priore - ma come molte altre, ha avuto alterne vicende, fino alla "rifondazione" da parte del cardinale Biffi nel 1996". Il primo impegno dei 47 confratelli è quello della preghiera quotidiana alla Madonna; quelli più "attivi" sono concentrati durante l'estate, quando la zona si popola di villeggianti. "Il primo appuntamento è il 1 maggio - spiega Pagani - quando ci riuniamo al Santuario per una Messa solenne, il pranzo e un incontro col parroco. In luglio e agosto siamo sempre presenti alla Messa prefestiva celebrata il sabato al Santuario, preceduta dal Rosario. Molto importante è poi l'animazione delle due grandi feste estive: la discesa della Madonna di Calvigi a Granaglione, all'inizio di agosto, e la festa del Santuario il 15 agosto" (Da "Avvenire - Bologna 7" del 9/2/2003)

Feste e funzioni
La festa solenne e annuale del Santuario è quella dell'Assunzione di Maria, celebrata il 15 agosto.

(Brano tratto da http://digilander.libero.it/santuariocalvigi/)

Nella sezione Sentieri l'escursione a Calvigi per la Mulattiera di Granaglione

Galleria di foto di Calvigi

 


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