Passeggiando a Lustrola e dintorni, sia nel centro abitato che nei più reconditi angoli dei boschi, capita frequentemente di incontrare immagini o addirittura piccole costruzioni dedicate al culto della Vergine Maria, così come riscon-trabile nella nostra galleria di foto denominata Verginine. Come si può evincere dal testo che segue, tutto ciò è frutto di antichissime tradizioni.

Breve introduzione storica
La pratica di edificare piccole costruzioni destinate al culto e alla venerazione religiosa ha origini molto lontane, che risalgono addirittura al tempo delle antiche civiltà greca e romana. Il termine latino aedes indicava non solo l’abitazione privata dei Romani, ma anche il santuario, il tempio; il diminutivo aedicula era invece riferito ai piccoli santuari o alle nicchie ricavate nelle pareti dei templi e delle case o negli angoli sporgenti degli edifici. Solitamente all’interno delle aediculae erano esposte le immagini dei lares, numi protettori della casa. Con il termine sacella compitali venivano invece indicate le nicchie costruite lungo le strade e negli incroci. Con il diffondersi del Cristianesimo, nei primi secoli dopo Cristo, le immagini sacre pagane vengono sostituite da quelle cristiane, in particolar modo dall’immagine della Madonna, di Cristo e dei Santi più popolari. Nel corso del Medioevo le edicole sacre, non ancora chiamate Maestà, erano erette lungo le strade, negli incroci, in punti di particolare importanza ed erano luoghi di riferimento per i viandanti. Con i loro tenui lumi rischiaravano le buie e pericolose strade, indicando il cammino ai pellegrini che recitavano, di fronte ad ogni edicola, preghiere ed invocazioni. Sempre nel Medioevo, in analogia con il tema iconografico della Maiestas Domini (immagine di Dio in trono), si attestò nell’arte l’abitudine di raffigurare anche la Vergine in Maestà, disponendola frontalmente, assisa in trono con il Bambino in grembo, attorniata da schiere di angeli e Santi. Con il passare del tempo si venne così consolidando la tradizione di edificare Maestà con immagini della Madonna secondo le più svariate iconografie: Madonna del Rosario, del Carmelo, del Carmine, Immacolata Concezione, Assunta, Addolorata, del Latte e ancora immagini legate alla venerazione della Beata Vergine in diversi santuari quali Loreto, Lourdes, Medjugorje, Fatima, Oropa, Caravaggio, Fontanellato…

Maestà delle strade, delle abitazioni e delle fontane
Dal punto di vista della collocazione esistono almeno tre tipologie di Maestà: maestà delle strade, delle abitazioni, delle fontane.
Le Maestà delle strade, edificate appunto lungo le vie di comunicazione, erano un tempo punto di riferimento per i viandanti, i pellegrini, gli abitanti di un paese. Poste in corrispondenza di valichi o incroci, a ridosso dei ponti o all’altezza dei guadi, le Maestà diventavano coordinate di riferimento in percorsi lunghi e difficili; se situate su strade impervie ed isolate assicuravano protezione divina. La loro edificazione era anche sostenuta dalla necessità di proteggere le coltivazioni, così legate agli agenti atmosferici.
Le Maestà delle abitazioni, allora come adesso, sono solitamente nicchie ricavate nei muri esterni delle case, posizionate sulle porte d’ingresso o sulle mura di cinta. Diversi i motivi che in ogni tempo hanno spinto i proprietari a realizzarle: dimostrazione della pietà cristiana, riconoscenza per una grazia ricevuta, ricordo di eventi di particolare importanza, richiesta di protezione della casa della famiglia del bestiame e del raccolto, ma anche dimostrazione della propria agiatezza economica.
Infine le Maestà delle fonti sono quelle collocate sulle fontane d’acqua sorgiva, sugli argini dei fiumi, sugli abbeveratoi degli animali, sulle vasche dei lavatoi, sui pozzi. Queste vengono costruite sia per ringraziare la divinità per il prezioso dono dell’acqua, sia per chiedere protezione dalle innondazioni, dai nubifragi, dalle alluvioni.

(brano tratto dal sito: http://eventi.parma.it/)

Galleria di foto di Verginine


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