Un piccolo borgo, posto sul pendio a valle del Sasso della Corona, esposto a sud est e rivolto verso la valle del Reno. Un borgo di poche case prevalen-temente costruite in sasso, a monte della Strada Provinciale, attraversato dalla via Mezzola che passa attraverso il Porghino (antica volta) e corre sotto il piazzale erboso su cui sorge la Chiesa di San Lorenzo. Un borgo attorniato dai castagneti, dal quale lo sguardo corre su crinali e piccoli abitati, immersi nel verde delle montagne circostanti. Un borgo di silenzi, rotti dalle campane e dai versi di mille animali, di aria frizzante, di acqua leggera e di cieli tersi.

Lustrola, per i pochi residenti stabili, è il luogo della vita quotidiana, un paradiso domestico nel quale ogni angolo richiama persone e avvenimenti propri e dei propri avi. Per coloro che vi fanno ritorno appena possibile, ritrovando la casa di famiglia, è il luogo della memoria e della propria storia, un paradiso familiare nel quale perpetuare l’appartenenza alle proprie radici. Per coloro che vi trascorrono le vacanze ed i fine settimana, essendovi arrivati per caso o per amicizie, è il luogo dell’evasione dalla città, un paradiso privato che ben presto diventa davvero una nuova “casa”, non poi così “seconda” man mano che la si vive. 

Lustrola è qualcosa di diverso, quindi, per ognuno di noi, abitanti, discendenti di abitanti, villeggianti. Ognuno ha qualcosa di diverso da amare e da conser-vare nel cuore, anche quando è lontano, ed un diverso modo di vivere questo borgo. Tutti però abbiamo per lei lo stesso amore, ed è quello che troverete in queste pagine.

Galleria di vedute di Lustrola

 


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